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09/03/12

The Little White Bunny - Hole - Recensione Nerdsattack - Emanuele Tamagnini

Adorabile il paradosso dei bolzanini all’esordio. Un paffuto, soffice coniglione bianco campeggia infatti nella loro iconografia di presentazione, a fare da contrappunto alla proposta sonora di derivazione esplodente e riconducibile agli anni ‘90. Un monolite tagliente che rasenta l’ora di lunghezza/durata, senza fortunatamente annoiare e/o gravare sui nervi (tesi e scoperti) dell’ascoltatore medio-allenato. Metal scheggiato, screziato di growls, ma anche rapido, poggiato su basi post-moderne (mettetici “core” se preferite), con qualche fluidità cerebrale tanto cara ai Jane’s Addiction sporchi e tossici della prima incommensurabile era. Inutile fare i soliti nomi e portarli a paragone, inutile inficiare e condizionare quest’autentica macchina da guerra, che zampilla, ruggisce e al fin della licenza letalmente colpisce. La ricetta del Buon Coniglio è molto facile da preparare. Boom! [****]

Emanuele Tamagnini