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01/07/12

The Little White Bunny - Hole - Metalitalia - Thomas Ciapponi

Con questo lungo e disorientante album d’esordio, i The Little White Bunny si affacciano sulle scene del panorama alternative italiano in maniera decisamente euforica. Che li troviate divertenti o meno, viste le numerose dosi d’ironia con la quale sono fabbricati i tredici brani della tracklist, oltre che a piazzare un’allegra conigliotta obesa in copertina, questi ragazzi sanno decisamente il fatto loro quando si tratta di impugnare uno strumento. In tutto, “hOle” contiene ben tredici brani che scorrono via tutto sommato in maniera godibile e priva di grossi intoppi sino a sfiorare l’ora di musica, nella quale a fare da padrone è il contrasto tra la proposta sonora dei bolzanini, riconducibile all’esplosione alternative degli anni ’90, e la loro immagine giocosa e ironica. La proposta si basa su un metal/hardcore scheggiato, rapido, dal timbro rigorosamente moderno e farcito di growl e scream dirompenti; un mix azzardato se dato in mano a dilettanti che non sanno dove andare a “mettere le mani”, ma che qui, grazie a un notevole bagaglio tecnico evidentemente arricchitosi nei membri della band dal 2006, anno di creazione, viene seminato e poi raccolto con una discreta personalità, azzardando soluzioni non semplici e centrando il bersaglio per la maggior parte della volte, soprattutto in avventure atmosferiche degne di nota come le ottime “Bedsores” e “L.O.V.E.”. L’ascolto si trascina in maniera divertente e imprevedibile, reso ancora più disturbante dall’ottima prova ibrida del singer, bravo a sapersi muovere con discrezione tra i numerosi cambi di tempo e di “sensazioni” presenti nei vari brani. Delle potenziali molle elastiche sonore, se solo evitassero di strafare e cercassero di sintetizzare i numerosi episodi presenti, che, dopo qualche ascolto, faticano a distinguersi e a lasciare il segno come alle prime battute. I The Little White Bunny in futuro potranno partire tranquillamente con delle certezze, rissumibili in un buon gusto musicale, un gran vocalist e un accentuato humor che non fa mai male. Mettendo al suo posto qualche tassello e concentrando le proprie forze su qualche potenziale hit memorabile, siamo sicuri che avranno modo di far parlare si sé. Per ora vanno premiati per quello che era il loro intento: presentare un frizzante mix di metallo anni ’90 senza prendersi troppo sul serio.